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Un obeso su 2 abbandona le cure nel primo anno

2026-03-03 - 01:33

AGI - Un obeso su 2 abbandona le cure nel primo anno. Nella gestione del peso il vero problema non è iniziare, ma riuscire a proseguire. La sfida clinica oggi riguarda la continuità terapeutica e la capacità degli strumenti disponibili – farmacologici e non – di integrarsi nella vita quotidiana senza creare interruzioni o frustrazioni. "Se oggi l'obesità è riconosciuta come una patologia cronica, allora dobbiamo affrontarla con una logica di lungo periodo", osserva Mikiko Watanabe, endocrinologa, ricercatrice e docente alla Sapienza Università di Roma. "Parliamo di una traiettoria clinica che richiede stabilità e adattamento nel tempo, con fasi diverse che necessitano strumenti diversi. La gestione del peso – continua – non si gioca soltanto sui chili persi nelle prime settimane ma sulla capacità dell'obeso di stabilizzare quel risultato nel tempo. Sappiamo che una risposta progressiva e ben tollerata aumenta la probabilità di continuità nei mesi successivi, ed è proprio questa continuità che trasforma un cambiamento iniziale in un beneficio clinico duraturo. Per questo è fondamentale poter contare su opzioni terapeutiche diverse, farmacologiche e non, da integrare in modo personalizzato lungo il percorso. Nelle malattie croniche non esiste una soluzione unica: esiste la strategia più adatta alla persona e alla fase che sta attraversando". L'importanza della continuità e le statistiche in Italia Le evidenze sull'aderenza indicano infatti che l'interruzione precoce rappresenta uno dei principali limiti nella gestione del peso, quando la motivazione è più fragile e la tollerabilità diventa determinante. In questo scenario, offrire soluzioni differenziate e modulabili non è un'alternativa, ma una necessità clinica. In Italia l'obesità è stata riconosciuta come malattia cronica e questo cambia la prospettiva clinica. Quando una risposta è progressiva e ben tollerata, aumenta la probabilità che vi sia continuità e che il risultato iniziale si trasformi in un beneficio clinico consistente nel tempo. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, il 43% degli adulti italiani è in eccesso ponderale e oltre il 10% presenta obesità. Plenity: una nuova opzione terapeutica per l'obeso In questo scenario, l'interruzione precoce dei percorsi terapeutici rappresenta uno dei principali ostacoli alla stabilizzazione dei risultati: la difficoltà non è soltanto iniziare, ma riuscire a proseguire senza interruzioni e diventa fondamentale poter contare su opzioni diverse, modulabili e integrabili tra loro, capaci di adattarsi alla persona e alla fase che sta attraversando. Nel panorama delle opzioni disponibili per la gestione del peso, una tecnologia non sistemica certificata come dispositivo medico (Plenity) ha dimostrato risultati clinicamente rilevanti nel trial GLOW – pubblicato su Obesity – in cui 6 persone su 10 hanno raggiunto una riduzione di peso significativa e oltre 1 su 4 ha superato il 10%. Un risultato che, insieme alla buona tollerabilità osservata, aiuta a spiegare perché una risposta iniziale progressiva possa favorire continuità terapeutica nel tempo. "Questi dati – dichiara Watanabe – indicano che è possibile ottenere benefici clinicamente significativi anche con un approccio non sistemico e questo amplia le opzioni a disposizione del clinico. In una malattia cronica come l'obesità è fondamentale poter modulare l'intensità dell'intervento in un'ottica di personalizzazione della terapia. Disporre di strumenti diversi consente di costruire percorsi più sostenibili e personalizzati nel tempo". Come funziona la tecnologia Plenity La tecnologia con approvazione FDA e marcatura CE alla base del dispositivo (Plenity) è un idrogel superassorbente composto da due ingredienti di origine naturale: un polimero derivato dalla cellulosa e acido citrico. Indicato per soggetti con BMI compreso tra 25 e 40 kg/m2 anche in assenza di complicanze, viene somministrato in capsule ed è attivo a livello dello stomaco e dell'intestino. Assunto con acqua prima dei pasti, il materiale si espande formando una matrice tridimensionale che simula l'effetto volumetrico delle fibre vegetali, favorendo una sazietà precoce e naturale e mimando un pasto abbondante.

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