Un consorzio abruzzese all'avanguardia dello sviluppo agricolo in Kenya
2026-03-13 - 17:23
AGI - Un consorzio di imprese abruzzesi, riunite nella joint venture "Jv Almacis", è promotore di un progetto agricolo in Kenya che, dopo dieci anni di attività, è cresciuto creando posti di lavoro e migliorando le infrastrutture. L'iniziativa, nata dalla volontà di internazionalizzazione di una media impresa abruzzese, è diventata negli anni un modello di cooperazione: il progetto è stato riconosciuto come best practice, tanto da essere una delle sole due iniziative del settore privato invitate alla 9a edizione dell'Italy Africa Business Week di Roma. Un'esperienza "un po' avventurosa" A capo di questa iniziativa in Africa c'è Piergiorgio Di Carmine, originario di Pescara, che descrive un'esperienza iniziata "in modo un po' avventuroso" e diventata un esempio positivo di come coniugare impresa e sviluppo sociale. Il progetto mirava a installare un sistema di irrigazione su circa 500 ettari nella regione del West Pokot, nel Kenya occidentale. Oggi, grazie a un accordo con Eni per la produzione di biocarburanti, l'azienda è coinvolta in un progetto che comprende 40.000 agricoltori e ha creato oltre 400 posti di lavoro. Il sistema di irrigazione iniziale è stato solo il primo passo di un progetto più ampio volto a trasformare l'agricoltura rurale locale in attività imprenditoriale, integrando ora la digitalizzazione. Nell'ambito del progetto, il consorzio ha sviluppato due applicazioni digitali, già disponibili su Google Play: Kilimo Mkononi e Coffee Core. Queste applicazioni aiutano gli agricoltori a gestire al meglio le loro colture, a utilizzare correttamente fertilizzanti e pesticidi, a monitorare costi e ricavi e ad accedere alle previsioni di mercato per pianificare le proprie attività. L'app Kilimo ha anche una versione Education, pensata per gli studenti al fine di sensibilizzarli sull'Agricoltura 2.0 e dimostrare che questo settore può offrire posti di lavoro dignitosi e innovativi. Queste applicazioni sono il risultato dei dati e dell'esperienza accumulati sul campo da Jv Almacis nel corso degli anni. Parallelamente, è stata avviata una collaborazione con l'Università Moi per formare giovani ingegneri locali e sviluppare programmi di formazione tecnica. Nuove opportunità di impiego Inizialmente, gli agricoltori si dedicavano principalmente al baratto e coltivavano per il consumo familiare. Analisi del suolo e studi di mercato hanno permesso di individuare colture sostenibili e opportunità commerciali. Il sistema di irrigazione è stato progettato in modo innovativo: gli agricoltori hanno finanziato il 50% dei costi di installazione tramite un prestito, alimentato da una pompa collegata a una mini-rete di pannelli solari che utilizza l'acqua di un ruscello comunitario. Prima dell'inizio della semina, gli agricoltori hanno ricevuto una formazione sulle tecniche agricole più efficienti. Nel tempo, gli agricoltori si sono organizzati nel Gruppo di Auto-Aiuto di Kiptolelyo, trasformando la comunità in un'unità produttiva a tutti gli effetti. Durante il primo ciclo di coltivazione, hanno coltivato principalmente fagioli, scelti per il loro basso costo e la rapida maturazione. Il raccolto è stato poi venduto tramite un'asta organizzata dal gruppo, segnando il passaggio dall'agricoltura di sussistenza a un'attività commerciale. Oggi, la collaborazione con Eni si è ampliata fino a includere lo sviluppo di filiali agricole per la produzione di biocarburanti, coinvolgendo decine di migliaia di agricoltori e creando nuove opportunità di lavoro per tecnici, agronomi e ingegneri locali.