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Trump battuto in casa, 'tradito' dal voto per posta

2026-03-25 - 16:40

AGI - Il crollo di popolarità di Donald Trump certificato nelle ultime settimane da molti sondaggi ha ricevuto un altro segnale: una democratica ha strappato il seggio statale nel distretto in Florida, il numero 87, di cui fa parte Mar-a-Lago, la residenza del presidente degli Stati Uniti a Palm Beach. Trump sconfitto nel distretto della Florida Emily Gregory ha sconfitto il candidato repubblicano sostenuto da Trump, Jon Maples, un consulente finanziario considerato il favorito fino a poche settimane fa. La vittoria è stata ottenuta con solo due punti percentuali di vantaggio ma ha un riflesso politico forte: qui il tycoon aveva vinto nel 2024 con più di dieci punti di vantaggio e i repubblicani dominavano da sei anni. I timori dei conservatori Trump aveva usato tutti i suoi social per convincere gli elettori a votare il suo candidato. I democratici hanno strappato agli avversari anche un seggio del Senato statale, a Tampa, finendo con due successi sulle tre elezioni speciali che servivano a coprire seggi vacanti alla Camera e al Senato della Florida. Le vittorie dei democratici non cambieranno il controllo della supermaggioranza repubblicana in Florida ma il segnale che gli elettori hanno inviato preoccupa i conservatori, soprattutto dopo che poche settimane fa il governatore Ron DeSantis aveva dato per "morto" il Partito democratico. La nuova ondata anti Trump Il risultato si aggiunge alla tendenza elettorale americana che ha visto, negli ultimi quattordici mesi, i democratici conquistare seggi ovunque, anche in distretti profondamente rossi, il colore dei repubblicani. Gregory, candidata per la prima volta, con un passato di esperta in gestione della salute mentale e che oggi gestisce un centro fitness per madri nel post-parto, è il volto di questa nuova ondata antitrumpiana arrivata fino alle porte di Mar-a-Lago. "Penso sia il segnale di dove si trovi adesso l'elettore in Florida", ha commentato Gregory "Vuole qualcuno concentrato sulle soluzioni e sui problemi, non sullo scontro". Trump 'tradito' dal voto per corrispondenza Gregory ha fatto tutta la campagna puntando sul costo della vita e sulle tasse. Allo "schiaffo" elettorale per i repubblicani si è aggiunto un altro aspetto: Trump, la first lady Melania e il figlio Barron hanno tutti votato per corrispondenza, e questo è avvenuto nonostante il presidente da giorni abbia chiesto al Congresso di eliminare il voto per posta, definito un "imbroglio". Le accuse dei democratici a Trump I democratici hanno accusato Trump di "ipocrisia", mentre la Casa Bianca ha respinto le accuse, sostenendo che si tratta di una "non storia". "La legge proposta dal presidente prevede eccezioni di buon senso nell’uso del voto per posta", ha dichiarato la portavoce Olivia Wales. In realtà non è la prima volta che Trump vota a distanza. Durante le elezioni di medio termine per il rinnovo del Congresso, nel 2018, il presidente, al suo primo mandato, aveva votato per posta. Due anni dopo aveva chiesto di nuovo che la scheda elettorale gli venisse spedita a casa: secondo i media, votò per corrispondenza alle primarie repubblicane nel marzo 2020, nonostante già allora si fosse scagliato contro questo sistema, definito un "modo dei democratici per truccare le elezioni".

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