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Tra Gino Paoli e Ornella Vanoni un amore "senza fine"

2026-03-24 - 13:40

AGI - Tra Gino Paoli e Ornella Vanoni una storia d'amore tra le più intense e tormentate della musica italiana, un legame che ha attraversato oltre sessant’anni, tra palcoscenici, amori, addii e ritorni, fino a chiudersi a distanza di pochi mesi uno dall’altra. La storia tra la “signora” della canzone italiana e il cantautore genovese è diventata, per molti versi, la colonna sonora di un’epoca, dove la vita privata e la collaborazione artistica si sono sovrapposte in modo inestricabile. Tutto comincia nel 1960, quando entrambi sono sotto contratto con la casa discografica Ricordi. Vanoni è già una voce emergente, con un’aura tra teatro e musica leggera; Paoli è uno dei nomi più promettenti della nuova scuola genovese, appena sbarcato dai caruggi alla Milano da bere. L’attrazione tra la ragazza elegante della “Milano bene” e il cantautore burbero e di estrazione popolare scatta subito, trasformando un sodalizio professionale in una relazione travolgente. Il triangolo amoroso e la scelta difficile Il problema è che Paoli è già sposato con Anna Fabbri, e la moglie teme di perdere il marito proprio nella cantante così carismatica. La pressione del matrimonio, le tradizioni dell’epoca e i sentimenti di Anna portano a una situazione esplosiva, destinata a marchiare la storia d’amore di entrambi. Secondo le testimonianze, fu proprio la moglie a chiedere a Ornella di farsi da parte, lasciando Paoli alla sua famiglia, in una scelta che Vanoni ha sempre descritto come dolore, più che vera decisione d’amore. La musica come sfogo e testamento Nel frattempo, la passione privata diventa materia di canzoni: il sodalizio artistico tra i due è fecondissimo, e molti dei brani che entrano nel canone italiano sono stati scritti da Gino per Ornella. Tra questi, 'Senza fine' è il manifesto silente del loro rapporto: una narrazione d’amore senza inizio né conclusione, che vive in un tempo sospeso, proprio come la storia che li ha legati oltre le separazioni. Le canzoni dedicate e il grande amore Paoli le scrive anche 'Che cosa c’è', 'Anche se' e 'Gli innamorati sono sempre soli', brani che Vanoni incide con quella voce graffiata e intensa che trasforma la scrittura di Gino in monologo intimo. La cantante, in più occasioni, ha raccontato che con Paoli ha vissuto il vero grande amore, ma anche la sofferenza di una relazione segnata da tradimenti, incostanza e dalla costante presenza dell’ombra di un matrimonio. Dalla separazione all'amicizia e alle collaborazioni Dopo la fine del rapporto sentimentale, la storia di Vanoni e Paoli non si interrompe: si trasforma in un’amicizia lunga, complessa, punteggiata da riavvicinamenti e collaborazioni. Nei decenni successivi, i due si ritrovano in studio, in tournée e anche in televisione, come quando, nel 2023, si esibiscono insieme a Sanremo: un palco che diventa quasi un atto di chiusura emotiva, un modo di salutare in pubblico un legame che privati avevano già vissuto a lungo. Ornella e Gino se ne vanno a distanza di pochi mesi Ornella Vanoni muore a Milano il 21 novembre 2025, a 91 anni, dopo una carriera lunghissima che ha reso le sue interpretazioni di Paoli vere e proprie pietre miliari della canzone italiana. Oggi, quattro mesi dopo, il 24 marzo 2026, Gino Paoli si spegne aanche lui a 91 anni, lasciando dietro di sé anche il ricordo di quella storia “senza fine” che ha scritto sulle pareti della loro vita. ora sarete uniti per sempre ❤️‍✨#GinoPaoli #OrnellaVanoni pic.twitter.com/0NxUYpRlIU — (@tessinabubble) March 24, 2026 Un legame senza fine anche nella morte Legati anche nella morte, Gino Paoli e Ornella Vanoni restano nella memoria come coppia creativa per eccellenza: la loro storia d’amore, tra tradimenti, passione, separazioni e riavvicinamenti, è diventata la trama di canzoni che la musica italiana ha reso immortali. 'Senza fine' non è solo un titolo, è un modo di dire che quello che è successo tra loro, con tutte le luci e le ombre, non appartiene solo al passato, ma continua a suonare nelle note, negli sguardi, nelle voci che declinano il loro mito.

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