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Tornano le accise mobili? I vantaggi al distributore di carburante

2026-03-07 - 19:53

AGI - La guerra spinge i prezzi del carburante. Che siano speculazioni è il timore di molti ma prima che il conflitto si esaurisca, è ragionevole immaginare uno scenario di aumento dei prezzi giustificato soprattutto dai problemi di export. Un tema di cui la premier Giorgia Meloni ha parlato in un videomessaggio affidato ai social. "Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione con taskforce attivate per monitorare l'andamento dei prezzi dell'energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione". E Meloni anticipa che il Governo sta valutando il ricorso alle accise mobili: "In particolare, sulla benzina" ha sottolineato la premier, ricordando che lo strumento è stato reso "più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile". Cosa sono le accise mobili? Le accise mobili (tecnicamente chiamate "clausola di sterilizzazione dell'incremento del valore dell'IVA") sono uno strumento fiscale utilizzato dallo Stato per evitare che il prezzo dei carburanti alle pompe schizzi alle stelle quando il costo del petrolio aumenta drasticamente. Un meccanismo di compensazione In parole povere: è un meccanismo di "compensazione" che serve a mantenere il prezzo finale per i consumatori il più stabile possibile. Come funzionano le accise mobili (in teoria) Il prezzo della benzina e del gasolio è composto da tre parti: il costo della materia prima, l'accisa (una tassa fissa per litro) e l'IVA (una tassa in percentuale sul totale). Il cortocircuito e la soluzione Ecco il cortocircuito che le accise mobili cercano di risolvere: Il petrolio sale: Se il prezzo del greggio aumenta, aumenta anche la base su cui si calcola l'IVA. Extra-gettito: Lo Stato incassa improvvisamente più soldi del previsto grazie all'IVA più alta. Il taglio: Con il meccanismo dell'accisa mobile, lo Stato usa quel "guadagno extra" dell'IVA per ridurre la quota delle accise. Il risultato finale? Il prezzo alla pompa non dovrebbe subire variazioni traumatiche, perché l'aumento del costo del petrolio viene compensato dalla diminuzione della tassa fissa. Sebbene la legge italiana (introdotta nel 2007) preveda questo meccanismo, la sua applicazione non è automatica né semplicissima. Requisiti e decisioni politiche Per attivarlo, il prezzo del petrolio deve superare la media del quadrimestre precedente. Spesso l'attivazione richiede un decreto ministeriale. Non è un "rubinetto" che si apre da solo appena il petrolio sale di un dollaro. Per lo Stato, rinunciare alle accise significa perdere entrate sicure. Per questo motivo, i governi tendono a usarle solo in situazioni di vera emergenza energetica.

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