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The Boys, a Roma la première del gran finale: "La realtà negli Usa ci ha superato" [VIDEO]

2026-03-20 - 15:10

AGI - Il cast di The Boys sfila sul red carpet di Roma per la première mondiale della stagione finale dello show di Prime Video, in una serata che conferma quanto la piattaforma stia investendo sull’Italia come hub strategico per i grandi eventi internazionali. Telecamere da tutto il mondo puntate sui protagonisti di una serie capace di rivoluzionare il racconto dei supereroi, trasformandolo in una riflessione feroce sul potere e sul totalitarismo contemporaneo, portando sullo schermo una delle trasposizioni più crude mai viste da fumetto. Video di Thomas Cardinali Le parole dello showrunner Eric Kripke Ecco a seguire le interviste esclusive raccolte da AGI, a partire dallo showrunner Eric Kripke, che racconta il punto di partenza della nuova stagione: “Li ritroviamo un anno dopo che Homelander ha praticamente preso il controllo degli Stati Uniti e hanno avuto un anno davvero difficile tre di loro sono stati in un campo di internamento altri sono in fuga quindi sono induriti e temprati dalla battaglia la grande preoccupazione della stagione è se sono in grado di trovare la speranza e aggrapparsi alla speranza in tempi bui che penso sia un messaggio a cui possiamo tutti relazionarci in questo momento”. Alla domanda su quanto l’America di oggi, segnata dalla presidenza di Donald Trump, abbia influenzato la serie, Kripke chiarisce: “In realtà l’abbiamo scritta prima delle elezioni americane quindi stavamo cercando di immaginare come sarebbe potuto apparire l’autoritarismo in America e poi sono avvenute le elezioni e mi preoccupa dirlo molte delle cose di cui abbiamo scritto sono già avvenute. Quando sta accadendo in America non è fantastico”. E sul paragone diretto tra il protagonista e il tycoon spiega: “Antony Starr si opporrebbe a questo perché dice che Homelander è molto più complicato e intelligente di Trump”. L'evoluzione di Homelander secondo Antony Starr Proprio Antony Starr, interprete di Homelander, descrive così l’evoluzione del suo personaggio: “Homelander ora ha un controllo quasi totale è questa la fase più pericolosa questo personaggio è sempre stato piuttosto squilibrato ma mai quanto nell’ultima stagione è completamente fuori controllo è pazzo lo sai che lo è lui è il pazzo e i pazzi non sono persone che vuoi avere intorno”. Sui possibili parallelismi l’attore preferisce lasciare libertà di interpretazione: “Dipende da cosa le persone vogliono vedere nello spettacolo, se vogliono leggerci dentro una dimensione politica possono farlo questo dipende principalmente dagli sceneggiatori. Il mio lavoro è dare vita al personaggio all’interno dello spettacolo ed è stato un viaggio incredibile abbiamo avuto cinque stagioni di uno show fantastico e non vedo l’ora che la gente lo veda. Le guerre? In questo momento ci sono molte cose folli in corso e spero solo che le persone possano godersi lo spettacolo e divertirsi a guardarlo è stata una grande corsa”. Il punto di vista di Karl Urban su Butcher Più cupo il punto di vista di Karl Urban, volto di Butcher: “Alla fine della stagione 4 Butcher ha davvero superato il limite e si è trasformato nella cosa che disprezzava di più perché ha visto che c’è una minaccia esistenziale e l’unico modo per batterla era diventarla in un mondo sempre più radicalizzato anche nella vita reale”. E aggiunge: “Penso che Butcher rappresenti un uomo dal cuore spezzato che vede il mondo in una crisi esistenziale ed è il tipo di uomo d’azione che farà qualcosa al riguardo”. Starlight tra eroismo e leadership con Erin Moriarty Per Erin Moriarty, il percorso di Starlight resta legato più all’eroismo che alla leadership: “È sempre stata più un’eroina che una leader, non credo che la leadership fosse qualcosa di intenzionale per lei e penso che questo sia uno dei motivi per cui vive una crisi. Nella stagione 4 è una pressione che non vuole necessariamente ma che accompagna la necessità di crescere in quel ruolo per raggiungere i suoi obiettivi ma resta sicuramente più un eroe. Il concetto di leader è più astratto mentre eroe è ciò che la definisce davvero”. E sul significato dello scontro con Homelander: “Significa abbattere la fonte primaria del male nello show, significa abbattere la fonte principale del potere della corruzione e di tutte le cose cattive. È qualcosa di enorme, tutto porta potenzialmente a questo quindi significa che Homelander è anche un simbolo di ciò che purtroppo stiamo osservando oggi soprattutto in termini di leadership in una società divisa”. Hughie, il surrogato del pubblico con Jack Quaid Infine Jack Quaid, interprete di Hughie, sottolinea il ruolo del suo personaggio come punto di contatto con il pubblico: “Penso che lui sia il surrogato del pubblico nello spettacolo, è la persona che reagisce come reagiremmo tutti noi a ciò che accade intorno a lui. Adoro interpretarlo anche perché non è difficile tutto è così folle e lui insieme ad Annie è uno dei cuori della serie in uno show pieno di persone terribili deve esserci qualcuno che rappresenti i buoni”.

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