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Scontro alla Camera, le opposizioni chiedono Meloni in Aula

2026-03-25 - 13:10

AGI - È scontro nell'Aula della Camera tra opposizioni e maggioranza. Ma a surriscaldare il clima è in particolare l'intervento del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami che, alla richiesta delle forze di minoranza di un'informativa urgente della presidente del Consiglio Giorgia Meloni - dopo la sconfitta al referendum e alla luce di "una crisi politica evidente, lei ha il dovere di venire in Aula", ha detto la capogruppo dem Chiara Braga, "non possiamo accontentarci di quelle dimissioni tardive", ha aggiunto riferendosi a Delmastro e Bartolozzi e sottolineando lo stallo su Santanchè - ha scandito di "non accettare lezioni da chi prende a martellate i poliziotti" o "da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito". "Siamo qui a chiederle un'informativa urgente della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni perché ci sono voluti 15 milioni di no per fare le pulizie di primavera. Probabilmente tutto questo, questo ritardo, è legato al fatto che la Presidente è stata chiusa in un bunker a Palazzo Chigi. Non è uscita per mesi, se non per fare la sua apparizione in una bolla, quella del podcast di Fedez", ha esordito il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi, aggiungendo: "Non vorrei che queste pulizie di primavera, che hanno visto le dimissioni di Delmastro e di Giusi Bartolozzi, non ci ricordassero più che cosa è successo, e noi vogliamo dirlo, perché questa vicenda non può essere archiviata come un caso sfortunato". La richiesta di confronto di Chiara Braga Per Braga Meloni "non può continuare a far finta di niente, non può fischiettare come gli uccellini nel suo video post-esito referendum. Quello che è successo in questi giorni, quei 15 milioni di elettori, quel risultato al referendum, segna una dura sconfitta per il suo governo. Ma le dimissioni tardive del Sottosegretario e della capo di Gabinetto del ministro Nordio, ci mettono davanti ad una crisi politica evidente, e lei ha il dovere di venire in Aula a confrontarsi con il Parlamento e con il Paese di fronte a questa situazione". Le critiche del Movimento 5 Stelle Per il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi davvero "la Presidente Meloni e la maggioranza pensano di cavarsela così? Pensa di cavarsela mandando avanti gli altri, perché lei ha il coraggio con la faccia degli altri? Pensate, come maggioranza, di coprire il sistema di potere che avete messo in piedi in questi anni facendo dimettere Delmastro, Bartolozzi e Santanchè e chiudere lì la partita? Noi sappiamo perfettamente che, se al referendum avesse vinto il sì, questa gente sarebbe ancora al loro posto". L'intervento di Matteo Richetti (Azione) Caustico il capogruppo di Azione Matteo Richetti: "Dobbiamo togliere dall'imbarazzo questa istituzione e le istituzioni repubblicane. Io ho poca esperienza, ma un po' di più di qualche collega più giovane e non ricordo un momento degli ultimi 15 anni nel quale le opposizioni devono dare una mano alla Presidente del Consiglio per liberarsi di una ministra, che non sappiamo più dove mettere...". Riccardo Magi e il governo che "rotola" Riccardo Magi osserva: "In queste ore stanno accadendo cose incredibili. La Presidente Meloni ha tentato di sfiduciare un proprio ministro, ma di fatto il ministro al momento ha sfiduciato la Presidente Meloni. La Presidente Meloni, nelle ore di ieri, ha fatto rotolare alcune teste, ma a noi sembra che sia il governo italiano, il governo Meloni, che abbia cominciato inesorabilmente a rotolare". Le regole minime della politica secondo Roberto Giachetti (Iv) Infine Roberto Giachetti di Iv: "La sensazione che si ha è che ormai abbiamo smarrito anche le regole minime della politica, quelle che tendenzialmente ci hanno sempre accompagnato. Perché, al di là della forma, io penso che la Presidente del Consiglio avrebbe dovuto sentire l'esigenza essa stessa, non sollecitata dalle opposizioni, di venire in Parlamento". La replica di Galeazzo Bignami (FdI) Alle opposizioni ha replicato il capogruppo FdI Bignami: "Festeggiamo la duecentesima richiesta di informativa urgente della Meloni delle opposizioni". Quanto al referendum: "Capisco che per chi è abituato a non fare ciò che promette nel programma elettorale e governare quando nessuno lo vuole essere fautori di una riforma votata dal Parlamento e chiedere che gli italiani si esprimano è una sconfitta ma per noi non è una sconfitta, quando gli italiani si esprimono per noi è sempre una vittoria, noi siamo orgogliosi di aver portato al voto un punto del nostro programma e non accettiamo lezioni di democrazia su questo", scandisce, tra le proteste delle opposizioni. "Impartirci lezioni sulla lotta alla mafia? Chi vi parla militava nel Fuan esattamente come Borsellino anni prima e rivendichiamo con orgoglio quella storia e non accettiamo lezioni da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava a far visita a Cospito: che cosa andavate a fare lì? Prendevate indicazioni? Che fine ha fatto la sinistra di Pio la Torre e Peppino Impastato? Non abbiamo paura del confronto con gli italiani perché la vostra cagnara dimostra quanto avete difficoltà a accettare il dibattito democratico" e infine Bignami rivendica la "moralità e schiena dritta di Meloni". Parole che suscitano la dura protesta e replica delle opposizioni: "C'è un limite a tutto", ha affermato Federico Fornaro del Pd.

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