Rugby, Lo Cicero: "Battere un Paese 'snob' come l'Inghilterra non ha prezzo"
2026-03-08 - 13:03
AGI - "Aver battuto un Paese 'snob' come l'Inghilterra non ha prezzo, questa Nazionale sta costruendo il futuro del movimento": Andrea Lo Cicero, ex pilone con 103 presenze nell'Italia di rugby, era allo stadio Olimpico per lo storico successo per 23-18 sui 'Maestri' inglesi, l'unica squadra del Sei Nazioni che era ancora imbattuta contro gli azzurri. "Mi ha fatto rivivere l'impresa storica contro l'Irlanda nella mia ultima partita", racconta all'AGI il 49enne rievocando il successo del 2013. Lo stesso ct Gonzalo Quesada ha invitato a "restare con i piedi per terra" ma ha parlato di "un grande giorno per il rugby italiano". L'Italrugby per Lo Cicero "sta crescendo come gioco e a livello sociale perché vincere aiuta lo sviluppo di questo sport tra i ragazzi". "La partita è stata molto fisica", osserva, "nei primi 20 minuti non si è visto un bel gioco per l'ingaggio fisico degli azzurri che hanno impedito agli inglesi di sviluppare il volume del loro gioco, anche perché due di loro si sono dovuti far medicare a più riprese per le ferite alla testa". La paura dell'Inghilterra e la crescita azzurra I tempi in cui l'Inghilterra passeggiava a Roma sono finiti: "Ora hanno paura di giocare con noi", sottolinea il Barone, "soprattutto all'Olimpico che è uno stadio che risponde e dà la carica alla squadra. Tanti nostri giocatori militano nei campionati di Francia e Inghilterra e sono cresciuti molto. L'Italia è sempre stata molto fisica e molto logorante, siamo da sempre a pieno titolo nel Sei Nazioni checché ne dicessero alcuni giornalisti, ora c'è preparazione fisica, mentale, di gioco e tecnica". Inoltre c'è un ct argentino come Gonzalo Quesada che allena alla 'latina' "ed è ciò di cui hanno bisogno gli azzurri che non potranno mai giocare come i sudafricani o gli inglesi", annota Lo Cicero. La profondità della rosa e le prospettive future "Lo si è visto anche con l'Inghilterra", spiega il 49enne siciliano ora chef, ristoratore e commentatore tv, "la meta di Menoncello non è stata regalata, hanno bucato la difesa inglese". La differenza principale rispetto all'Italia di Lo Cicero è nella profondità della rosa: "Ora ci sono 40 giocatori, c'è concorrenza in squadra e questo alza il livello". Resta da completare il lavoro sabato prossimo a Cardiff, battendo il Galles: "La Scozia ha superato la Francia e ha riaperto il torneo", osserva Lo Cicero, "se vinciamo con un largo scarto potremmo chiudere il Sei Nazioni ai vertici...".