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Rogoredo, nuove accuse contro Cinturrino: "Premeditò l'omicidio di Mansouri"

2026-03-16 - 17:43

AGI - Ci sono altri 2 nuovi indagati (al momento sono 7 in tutto) nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri lo scorso 26 gennaio in via Impastato a Milano. Per Cinturrino inoltre si aggiungono altre ipotesi di reato. Le novità emergono dalla richiesta di incidente probatorio lunga 22 pagine firmata dal pm Giovanni Tarzia. Le nuove accuse a Cinturrino Minacce a Mansouri prima di ucciderlo, martellate su due uomini, spaccio di droga, richieste di denaro ai pusher. È lungo e caratterizzato da accuse gravissime, in particolare per un uomo che veste la divisa della Polizia di Stato, l'elenco di accuse che il procuratore Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia mettono in fila nel documento che dispone l'incidente probatorio. Un'attività necessaria, per gli inquirenti, al fine di 'fissare' la prova che altrimenti sarebbe a rischio visto il contesto delicato in cui si è formata, in particolare con l'ascolto di alcuni testimoni con delle fragilità. "C'è fondato motivo di ritenere" che le persone indicate dai pm "non potranno essere esaminate nel corso del dibattimento, o comunque che la loro escussione in tale sede risulterà particolarmente difficoltosa, trattandosi di soggetti allo stato privi di stabile dimora sul territorio nazionale od attualmente sottoposti a regime detentivo, circostanze che rendono incerta la loro futura reperibilità. Alcuni, peraltro, proprio in ragione delle loro condizioni personali e giuridiche, risultano concretamente esposte al rischio di espulsione dal territorio dello Stato". E ancora "si evidenzia che alcune tra le persone indicate sono affette da tossicodipendenza e, pertanto, versano in condizioni di salute particolarmente precarie, suscettibili di ulteriori aggravamenti nelle more dell'apertura della fase dibattimentale". Tornando alle accuse, Cinturrino avrebbe minacciato "in numerose occasioni Mansouri" direttamente con la frase "o ti arresto o ti ammazzo" e per il tramite di P.P.V. con le frasi "Di' a Zack che se lo becco io lo uccido", "mi raccomando, ricorda a Zack che se lo prendo lo ammazzo" e "ricorda a Zack che lo ammazzo" e per il tramite di M. R. con le frasi "Di' a Zack che quando lo vedo lo ammazzo", nell'ambito di un servizio di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, nel bosco di Rogoredo. Tutto questo prima di provocare la morte del giovane marocchino esplodendo un colpo con la pistola di servizio Beretta. Altre accuse e abusi di potere Un omicidio che, dunque, sarebbe stato premeditato. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, l'assistente capo di Mecenate "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, nell'ambito di alcuni servizi di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, abusando dei propri poteri di agente di Polizia Giudiziaria, percuoteva con un martello ripetutamente sulla schiena, sul capo e su una gamba P.P.V. e A.L. L'accusa di spaccio si riferisce a una cessione a P.P.V. di cocaina. In un altro caso avrebbe costretto A.E., marocchino, durante una perquisizione a dargli 135 euro e un tunisino a versargliene 130. Non solo. Cinturrino avrebbe anche redatto dei verbali nei quali attestava di avere trovato hashish addosso a delle persone che invece non c'era effettuando degli arresti illegali.

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