Referendum, Schlein: "Dal governo prova muscolare contro la Carta costituzionale"
2026-03-18 - 08:10
AGI - "Il governo di destra - spiega Elly Schlein, in un'intervista a 'Rinascita' parlando del referendum sulla giustizia - ha voluto fare una prova muscolare sulla Costituzione. In sede parlamentare l'abbiamo contrastata segnalando gli errori macroscopici, le contraddizioni, le lacune di una riforma sbagliata e dannosa. Questa riforma costituzionale è uscita dal Parlamento esattamente come ci è entrata: il governo l'ha blindata e non hanno accettato di cambiare nemmeno una virgola, non hanno accolto alcuna modifica, né delle opposizioni, né dai parlamentari della maggioranza. Non era mai accaduto nella storia della Repubblica, un metodo grave e inaccettabile. Vengono modificati sette articoli della Costituzione e due vengono abrogati in un sol colpo". "La riforma - spiega la segretaria del Pd - indebolisce l'indipendenza della magistratura, un principio fondamentale che non tutela i giudici ma tutti i cittadini. Questa non è una riforma della giustizia perché non incide sui veri problemi: non accelera i processi, non assume l'organico che manca, non stabilizza 12.000 precari della giustizia che il governo rischia di lasciare a casa da giugno. Non migliora il ricorso alle misure alternative alla detenzione e non incide sul sovraffollamento carcerario, che ha raggiunto picchi del 138,5% con tasso record di suicidi, sia tra le persone ristrette che tra gli agenti di polizia penitenziaria. Questa riforma non migliora l'efficienza della giustizia per i cittadini, lo ammette persino il ministro Nordio". La separazione delle funzioni e il Csm Per Schlein "la separazione delle funzioni introdotta dalla riforma Cartabia consente ai giudici di diventare pubblici ministeri o viceversa solamente una volta nell'intera carriera, nei primi 10 anni e cambiando territorio. Una scelta che hanno fatto tra i 20 e i 40 giudici all'anno su oltre 9000. Non si cambia la Costituzione per il destino di 40 persone all'anno". "In passato si sono fatti interventi legislativi opportuni, come quando si è stabilita l'incompatibilità per cui i membri del Csm che si occupano di disciplinare non possono occuparsi anche di nomine. Se l'obiettivo del governo fosse stato di rafforzare la separazione delle carriere - ragiona Schlein - avrebbero potuto intervenire con legge, ad esempio creando due concorsi separati. Ma è evidente che l'obiettivo sia un altro: cambiare la Costituzione e spaccare il Csm in tre per indebolire l'indipendenza della magistratura". Il sorteggio e la rappresentanza democratica "Il sorteggio per scegliere i componenti di un organo di rilievo costituzionale non esiste in nessun altro Paese del mondo - prosegue la segretaria dem -. Chiediamoci perché. Oggi il Csm è elettivo e autorevole, domani sarebbe sorteggiato e più debole. A danno del principio di separazione dei poteri che è un fondamento democratico a tutela dei cittadini. Chi di noi affiderebbe un compito delicato o la propria rappresentanza al sorteggio? Significa abdicare alla fatica della scelta delle persone più competenti e autorevoli per ricoprire un'alta funzione. Significa rinunciare alla rappresentanza per affidarsi a una sorta di lotteria. Il sorteggio non elimina le correnti, elimina la rappresentanza democratica. E con risultati potenzialmente paradossali: potrebbero essere sorteggiati tutti componenti di una stessa area, oppure potrebbero essere sorteggiati tutti uomini con grave danno alla parità di genere. Per di più, si tratta di un sorteggio asimmetrico. Perché i membri togati verrebbero sorteggiati a caso tra gli oltre 9000 magistrati, mentre quelli laici verrebbero sorteggiati da un elenco votato dal Parlamento, dove esiste una maggioranza politica. È chiaro che la politica avrebbe più peso, non meno", conclude Schlein.