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Ponte sullo stretto, i cantieri nell'ultimo trimestre del 2026

2026-03-24 - 16:00

AGI - I cantieri per il Ponte sullo Stretto di Messina potrebbero partire "nell'ultimo trimestre" del 2026. Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina (SdM) nel corso di un'audizione parlamentare. Per Ciucci "l'iter approvativo" potrà "essere completato entro la fine dell'estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa" nei mesi successivi. Il Decreto Legge dell'11 marzo - ha chiarito l'ad di SdM - ribadisce la volontà del governo di realizzare l'opera, conferma la completa copertura finanziaria della stessa, rimodulando gli importi di ciascun anno di lavori per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente le note delibere della Corte dei conti e disciplina i principali aspetti per conformarsi ai rilievi espressi dalla Corte, fissando gli adempimenti da svolgere anche attraverso la definizione di alcuni aspetti della complessa normativa speciale in vigore. L'iter approvativo e il dialogo con la Commissione europea A oggi "il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il supporto della Stretto di Messina e delle competenti amministrazioni: ha richiesto il parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; ha richiesto il parere all'Art; ha avviato la definizione del nuovo Accordo di Programma da sottoporre alla Corte dei conti; ha mantenuto il dialogo strutturato con la Commissione Europea sia per la direttiva Habitat che per la direttiva Appalti. In particolare nel corrente mese sono stati inviati dal Mit e dal Mase gli elementi informativi richiesti dalla Direzione Generale Ambiente (Dg - Envi) e quelli richiesti dalla Direzione Generale Mercato Interno (DG - Grow) a seguito della riunione tenutasi a dicembre a Bruxelles". Ciucci ha voluto sottolineare che "come è stato precisato dai funzionari della Commissione, non sussiste alcuna procedura d'infrazione per il Ponte". Il piano economico finanziario e i finanziamenti Il Piano economico finanziario prevede "l'intera copertura dei fabbisogni con finanziamenti pubblici" e in merito all'obiezione talvolta sollevata sulla presunta variazione delle modalità di finanziamento dell'opera che potrebbe rappresentare una modifica sostanziale del contratto ha voluto chiarire che "la gara avviata dalla Stretto di Messina ad aprile del 2004 riguardava unicamente la selezione del General Contractor al quale affidare la progettazione definitiva e la realizzazione dell'Opera e non un Partenariato Pubblico Privato (PPP) che avrebbe coinvolto il contraente generale nei rischi finanziari". Aggiornamento del corrispettivo e direttiva appalti "A conferma di ciò - ha detto - il bando di gara non faceva alcuna menzione di tale profilo. Con riguardo alla Direttiva Appalti, si ricorda che l'aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale (da 3,9 miliardi del 2006, a 6,7 miliardi del 2011, a 10,5 miliardi di oggi) è il risultato, pressoché esclusivamente, dell'applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi anche con riferimento al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione e non di varianti di lavori che, in ipotesi, rilevano ai fini dell'applicazione della direttiva 2014/24/UE (art. 72)". Le varianti al progetto e il tracciato ferroviario "Le uniche varianti per lavori, che in ogni caso rientrerebbero nel limite del 50%, riguardano il tracciato ferroviario, con le tre stazioni, così come indicato dall'amministrazione comunale di Messina e recepito nel progetto definitivo 2011, oltre ad alcuni varianti minori solo di recente contrattualizzate nell'ambito dell'atto aggiuntivo tra il CG e la Società ancorché anch'esse risalenti nel tempo. A questo proposito - ha concluso - va anche ricordato che la Direttiva è entrata in vigore nel 2014, quindi successivamente alle varianti per lavori del 2011".

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