Piantedosi: il corteo di Torino una "resa dei conti con lo Stato"
2026-02-03 - 13:25
AGI - Il corteo di Torino in solidarietà ad Askatasuna era una "resa dei conti con lo Stato". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nella informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso. L'iniziativa di sabato "era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una 'assemblea nazionale' presso l'Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell'antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica", ha detto il ministro. "In quella circostanza - ha aggiunto Piantedosi - nel rilanciare l'appuntamento per la 'manifestazione nazionale' in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato - cito testualmente - che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto 'lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro'". "Il 31 gennaio era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta'". "Evitati danni ben più gravi" Il "grande lavoro" svolto anche in chiave preventiva dalle forze dell'ordine "ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti", ha sottolineato il ministro dell'Interno. "Si vuole innalzare il livello dello scontro" "Un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre forze di polizia è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni. In altre parole, siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti", avvertito Piantedosi. Per il titolare del Viminale, "è possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato. E, in questo contesto, converrete che appare non priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione che ha persino portato qualcuno, in alcuni frangenti e senza troppe prese di distanza, a sollecitare la rivolta sociale".