Nella casa dello Spazio 'Project Hail Mary' e l'alieno di Ryan Gosling
2026-03-18 - 10:01
AGI - La sede italiana dell'astronautica è diventata per una sera la casa del cinema di fantascienza. All’Agenzia Spaziale Italiana di Tor Vergata a Roma, infatti, si è svolta ieri sera la premiere italiana speciale di 'Project Hail Mary – L’ultima missione' diretto da Phil Lord e Christopher Miller con Ryan Gosling e Sandra Hüller. Il film è basato sul romanzo 'Project Hail Mary' di Andy Weir, autore di 'The Martian' e sarà nelle sale italiane da domani, giovedì 19 marzo, distribuito da Eagle Pictures. Il tour divulgativo dell'ASI In occasione della premiere romana, l’ASI ha organizzato un tour divulgativo in formato ridotto, riservato a stampa e creator, offrendo un percorso selezionato ma altamente immersivo tra le principali attività e missioni spaziali. Il tour si è aperto con uno dei momenti più suggestivi: la possibilità di vedere da vicino una vera tuta spaziale utilizzata dagli astronauti, in particolare quella indossata da Samantha Cristoforetti, “Astro Samantha”. Un primo impatto concreto con la dimensione umana dell’esplorazione spaziale, che ha introdotto il racconto delle missioni e delle tecnologie sviluppate anche grazie al contributo italiano. Lanci spaziali e il contributo italiano Nel corso della visita, i partecipanti sono stati guidati attraverso i principi fondamentali dei lanci spaziali, dal ruolo dell’ogiva — il guscio protettivo dei satelliti — alla struttura a stadi dei razzi, fino alle velocità estreme raggiunte già nei primi minuti di volo. È stato inoltre sottolineato il contributo dell’industria italiana, in particolare nella realizzazione di antenne per missioni scientifiche, progettate anche a Roma da Leonardo, elemento chiave per la comunicazione nello spazio profondo. Le grandi missioni di esplorazione Ampio spazio è stato dedicato alle grandi missioni di esplorazione, come quella della sonda Cassini e del suo “gran finale” nel 2017, quando fu fatta precipitare volontariamente nell’atmosfera di Saturno per evitare di contaminare con sostanze organiche provenienti dalla Terra i suoi satelliti. Un racconto che ha portato anche su Titano, la luna del pianeta, dove la sonda Huygens ha rivelato un mondo sorprendente fatto di fiumi, laghi e mari di metano. La vita sulla Stazione Spaziale Internazionale Il percorso ha poi approfondito la vita degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, tra microgravità (la fluttuazione nella navicella è frutto di forze tra loro uguali e - praticamente - contrarie, non all'assenza di gravità che spesso viene erroneamente detto), adattamenti del corpo umano con la difficoltà di vivere e dormire e condizioni di lavoro estreme per 12-13 ore al giorno, perché mandare un astronauta nello spazio costa moltissimo. Tra gli elementi più spettacolari, anche la tuta per le attività extraveicolari: un sistema complesso dal peso di circa 150 chilogrammi sulla Terra, progettato con strati estremamente spessi per resistere a sbalzi termici da -150 a +150 gradi. Le origini del programma spaziale italiano A chiudere il tour, uno sguardo alle origini del programma spaziale italiano, con la riproduzione in scala 1:1 del San Marco, il primo storico satellite italiano lanciato nello spazio nel 1964 (l'Italia è stato il terzo Paese al mondo, dopo Usa e Urss a lanciare un satellite in orbita), simbolo di una tradizione scientifica e tecnologica che continua ancora oggi. Il saluto di Ryan Gosling A sorpresa, prima della proiezione, è arrivato anche un saluto speciale di Ryan Gosling, che in un video divertente ha accolto il pubblico italiano con un semplice ma efficace “Ciao Italia!”, introducendo il film. Un film spettacolare e magnifico E il film, a seguire, si è rivelato un racconto davvero spettacolare. Visivamente magnifico — probabilmente tra i migliori film spaziali degli ultimi anni — riesce a conquistare soprattutto per la messa in scena e per l’ambizione del racconto. La storia, pur muovendosi in territori classici della fantascienza, tra suggestioni che ricordano Sunshine o certi episodi di Star Trek e Stargate, trova una sua solidità emotiva e un equilibrio convincente. Il cuore del film: emozione e tensione Il cuore del film funziona: è una storia divertente, commovente, a tratti anche strappalacrime, con momenti di tensione ben costruiti e qualche colpo di scena. Ryan Gosling offre una prova convincente, mentre il rapporto con Rocky, inizialmente spiazzante, cresce nel corso della narrazione fino a diventare uno degli elementi più riusciti e affettuosi del racconto. Magia collettiva del cinema Non mancano alcune imperfezioni — qualche problema di ritmo e un umorismo non sempre incisivo — ma nel complesso il film resta solido e coinvolgente. In sala, soprattutto nei momenti più intensi, si percepisce chiaramente quella magia collettiva del cinema: silenzio totale, attenzione assoluta, il pubblico completamente immerso. Perché andare al cinema È esattamente il motivo per cui si va al cinema: per condividere un’esperienza che, almeno per un paio d’ore, riesce davvero a portarti in una galassia lontana lontana. Sinossi di Project Hail Mary Sinossi del film: L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontano da casa anni luce e senza alcun ricordo di chi sia o di come sia arrivato lì. Con il riaffiorare della sua memoria, torna alla luce lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole. Dovrà fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulle sue capacità di pensare fuori dagli schemi per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra... ma un'inaspettata amicizia gli farà capire che non è solo in questa impresa.