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Mozione di sfiducia contro Santanchè, pressing delle opposizioni in Parlamento. Malan: "Se...

2026-03-25 - 10:50

AGI - Una mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Ecco il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+Europa). "La Camera, premesso che: l'articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell'esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: - la presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della ministra del turismo Daniela Garnero Santanchè; - scrivono gli esponenti delle opposizioni - tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell'esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell'azione di governo e arreca pregiudizio all'immagine delle istituzioni; visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni". Il dibattito al Senato Analoga mozione contro la ministra del Turismo è stata presentata dal M5s in Senato. A spiegarlo il capogruppo pentastellato al Senato Luca Pirondini: "Abbiamo depositato la mozione di sfiducia contro Santanchè e ne chiediamo la calendarizzazione urgente. Siamo stati i primi a farlo due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano mentre Giorgia Meloni continuava incredibilmente a difenderla. Serviva evidentemente la sconfitta clamorosa al referendum per scaricare Santanchè. Chiediamo a Fratelli d'Italia e alla maggioranza di essere conseguenti, di dare seguito a ciò che la stessa Meloni, con ritardo mostruoso, chiede. Santanchè deve lasciare la poltrona. Subito". E in apertura di seduta al Senato ha preso la parola lo stesso Pirondini che ha esortato la presidente del Consiglio a "mettere fine al balletto che dura da tre anni". "Che cosa è cambiato oggi rispetto al luglio 2023, al luglio 2024 e al febbraio 2025 quando sono state respinte dal Parlamento le dimissioni di Santanchè'? - si è chiesto dal Pd Antonio Nicita - Chiediamo che Meloni venga cortesemente in Aula per rispettare questa Istituzione". Alla richiesta si sono associati anche Tino Magni, da Avs, e Ivan Scalfarotto, di Italia Viva. Malan, "Santanchè lascerà" "Quanto al ministro Santanchè, come tutti i membri del governo, seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio". Così, in Aula al Senato, il capogruppo di Fratelli d'Italia Lucio Malan. "Il senatore Malan ci ha confermato che il ministro Santanchè si dimetterà, ma credo che in ogni caso sia utile, sia per la maggioranza che per l'opposizione, che il presidente del Consiglio venga in Aula per spiegare che c'è una fase due del governo e come verrà gestita", ha detto Carlo Calenda intervenendo in Aula al Senato. "Credo sia un'occasione, dopo questa sconfitta, di spiegarci in che modo vorrà cambiare il suo agire, che insegnamenti ne ha tratti o che modifiche di linea vorrà prendere. Mi pare chiaro dalle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e da quelle che arriveranno della Santanchè, che sia necessario spiegare su quali basi programmatiche il governo andrà avanti" ha ribadito il leader di Azione.

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