Modifiche alla cartella di Domenico, 2 medici indagati anche per falso
2026-03-18 - 13:50
AGI - L'orario dell'arrivo del cuore da Bolzano per il trapianto al piccolo Domenico Caliendo, eseguito poi il 23 dicembre scorso con l'organo già danneggiato, è al centro di una nuova contestazione della procura di Napoli a due dei sette medici già indagati per omicidio colposo. A Guido Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito l'intervento, e alla seconda operatrice in sala, il pm Giuseppe Tittaferrante e l'aggiunto Antonio Ricci contestano anche il reato di falso, per discrepanze tra quanto segnato nella cartella medica del bimbo di due anni, morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre scorso, e quanto emerso dagli accertamenti degli inquirenti. Per entrambi è stata chiesta anche al gip una misura interdittiva e verranno ascoltati a fine mese. Dettagli splatter dalle testimonianze Dalle testimonianze acquisite della procura di Napoli, "sono emersi dettagli scioccanti, dettagli 'splatter'. Ora dobbiamo studiare i documenti ma quello che è successo in sala operatoria a Napoli, è qualcosa quasi, purtroppo, di cinematografico", ha commentato l'avvocato Francesco Petruzzi, riferendosi alla documentazione acquisita per conto della famiglia di Domenico. Il legale della famiglia del bambino deceduto il 21 febbraio, fa riferimento a dichiarazioni relative all'attesa in sala operatoria dopo aver espiantato il cuore malato di Domenico, prima che arrivasse il box con l'organo del donatore in sala operatoria. La lite in sala operatoria Secondo la testimonianza, uno dei tecnici di sala viene chiamato a colloquio dal cardiochirurgo che ha seguito il trapianto, il quale chiede contezza, "con tono minaccioso" del fatto che il clampaggio è avvenuto alle 14.18 se alle 14.22 chi stava portando in ospedale il cuore del donatore era a telefono con un altro medico dell'equipe. Il tecnico avrebbe detto esplicitamente al cardiochirurgo che aveva espiantato il cuore del bambino malato, quando "il cuore era fuori dall'ospedale". In risposta il cardiochirurgo avrebbe dato un calcio a un termosifone offendendo verbalmente il tecnico, davanti a sanitari dell'equipe. L'arrivo del cuore del donatore Il contenitore in cui è stato trasportato il cuore donato al piccolo Domenico Caliendo, "chiuso, arrivò qualche minuto prima delle 14.30", secondo la ricostruzione di una testimone, ascoltata dai pm di Napoli per sommarie informazioni, nell'ambito dell'indagine sulla morte del bambino di due anni dopo il trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto da Bolzano. Tempistiche del clampaggio e dell'arrivo dell'organo Dopo il momento del 'clampaggio', la chiusura cioè delle principali arterie conseguente l'asportazione del cuore malato del bimbo, che sarebbe avvenuto alle 14.18, da quanto emerge da stralci delle testimonianze visionati dall'AGI, si evince che "qualche minuto prima delle 14.30" il cuore del donatore di Bolzano è arrivato in sala operatoria all'interno del contenitore ancora chiuso e che mentre veniva ultimata "la cardiectomia il contenitore non era ancora aperto".