Meloni: "Se il caso Delmastro si allarga la giustizia farà il suo corso"
2026-03-20 - 20:00
AGI - Non si placa la polemica sul sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, esponente di FdI, dopo la notizia di aver dato vita a una società assieme alla figlia di un condannato per mafia, che sarebbe affiliato al clan Senese. Il sottosegretario ha respinto le accuse, si è difeso sostenendo di aver dedicato tutta la sua vita e carriera alla lotta alla criminalità organizzata, ma la sua posizione resta al centro della bufera, con le opposizioni che continuano a chiederne le dimissioni. Sul 'caso' interviene Meloni La presidente del Consiglio prima da Bruxelles chiarisce che sul tavolo non c'è nessuna ipotesi di dimissioni di Delmastro. Poi torna sulla questione: la premier non esclude che tutta la vicenda possa essere stata tirata fuori ad arte a pochi giorni dal voto sul referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, pur riconoscendo che il sottosegretario è "stato leggero". Parole che suscitano la dura reazione delle opposizioni Durante lo speciale sul referendum de La 7, la premier spiega: "Parlerò con Delmastro, con il quale non sono riuscita ancora a parlare. Dopodiché io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, e non so da chi li conosca la stampa". Pensa a una manina? Le viene chiesto. "No, non lo so, non mi interessa, sono cose che a volte accadono. Ma insomma, anche qui eventualmente l'ho messo in conto. Se ci fosse una manina vorrebbe dire che questa è la cosa peggiore che si ha sul governo della Repubblica italiana? Questo fatto? Beh, è interessante. Perché il fatto di Delmastro che cosa dice? Dice - scandisce la premier - che c'è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre. Questa è la cosa peggiore che si ha contro il governo italiano? Certo, abbiamo dei sottosegretari leggeri. Delmastro è stato leggero ma da qui a dire che Delmastro è connivente con la criminalità organizzata ce ne passa. Ma se ci fosse stata una manina che dice: 'gli ultimi giorni di campagna elettorale tiriamo fuori la cosa peggiore che abbiamo col governo', gli italiani valuteranno". La premier infine aggiunge: "Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso". Insorgono le opposizioni: "È tutta la campagna referendaria che dalla presidente Meloni a tutto il resto del governo continuano a urlare 'chi sbaglia paga', ma per loro non vale, per Delmastro non vale, per un sottosegretario alla giustizia che si siede a fondare una società con la figlia diciottenne di un uomo già indagato e poi condannato per mafia per essere il prestanome del clan Senese, non vale per loro? Meloni avrebbe dovuto pretenderne le dimissioni", attacca la segretaria del Pd Elly Schlein. "È davvero triste che Meloni ipotizzi 'manine' sulla vicenda di Delmastro e non dica invece nulla sulla gravità di avere un sottosegretario alla Giustizia che cena con persone legate alla mafia. Meloni sta mostrando il suo volto peggiore, quello di chi ha sacrificato ogni valore e principio per mantenere il potere. Per noi con la mafia non si parla, figuriamoci sedercisi a tavola", incalza Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera. "Meloni è nel panico" per il referendum "e vede 'manine', gli fa eco il vicepresidente pentastellato Michele Gubitosa. Proprio i 5 stelle hanno presentato sia alla Camera che al Senato una mozione di censura nei confronti di Delmastro. "Altro che manina, è libertà di stampa", controbatte Giuseppe Conte. "Delmastro ha mentito e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente da sottosegretario alla giustizia. Se non lo fa sia Giorgia Meloni a rimuoverlo, per la dignità delle istituzioni. Vogliono separare le carriere dei giudici da quelle dei pm, si preoccupino piuttosto di separare i politici dalla malavita", è l'affondo di Nicola Fratoianni di Avs.