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Meloni: "Andiamo avanti". Il centrosinistra: "Si apre una nuova stagione politica"

2026-03-23 - 16:40

AGI - A scrutinio ancora non concluso, i dati che via via vengono aggiornati dal sito del Viminale danno ormai per certa la vittoria del No al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, con un'affluenza elevata, che sfiora il 60%. E a poco più di un'ora dalla chiusura dei seggi, è la stessa premier Giorgia Meloni a riconoscere la sconfitta del Sì. In un video pubblicato sui social, la presidente del Consiglio mette subito in chiaro: "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione". Detto questo, la premier ribadisce quanto detto sin dall'avvio della campagna referendaria, ovvero nessuna ripercussione sul governo. E infatti afferma subito dopo: "Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia". Il centrosinistra alla premier: "Tragga le conseguenze del voto" Per il centrosinistra, al contrario, il voto referendario "è un voto politico" e, quindi, Meloni dovrà trarne le conseguenze. Lo dice senza mezzi termini il leader di Iv, Matteo Renzi, che dopo il referendum sulla sua riforma costituzionale, bocciato dalle urne, si dimise da premier: "La partita ora è tutta nelle mani di Giorgia che, secondo me, non si dimette. Ma da oggi è un'anatra zoppa", "prima o poi inizieranno a dubitare di lei i suoi, a me è successo, per lei parte un anno di via Crucis", perché "si è rotto il rapporto con la sua base". La pensa così anche Giuseppe Conte: "Si apre una nuova stagione politica, una nuova primavera. Ce la metteremo tutta per rispondere a questa richiesta di voltare pagina da parte dei cittadini". Il leader M5s aggiunge: "Questo è un voto molto politico, la presidente Meloni è scesa in campo a reti unificate" e l'esito del referendum "è un avviso di sfratto a questo governo, un segnale politico fortissimo". Il centrosinistra: "Sconfitta politica per la premier" In attesa della conferenza stampa della segretaria del Pd Elly Schlein, la lettura del voto da parte del Pd si allinea con quelli degli alleati: "Il risultato è chiarissimo: l'Italia ha respinto un cambiamento della Costituzione fatto a colpi di maggioranza e mortificando il Parlamento. E con una partecipazione straordinaria che conferisce al risultato un indubbio significato politico", sottolinea Lorenzo Guerini. "Per Meloni è una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male", osserva Angelko Bonelli di Avs. E Nicola Fratoianni aggiunge: "È un risultato politico. Da qui in avanti cambia la musica". La replica di Meloni: "Rispetto la decisione" Ma Meloni non mostra tentennamenti: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione", spiega la premier nel video sui social. Ma nonostante "resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia", sia chiaro che "questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato". Gli alleati: "Il referendum non cambia l'agenda del governo" Anche gli alleati ribadiscono la linea "Proseguiremo nella nostra strada con il governo", sottolinea il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli, "abbiamo sempre detto che il referendum non aveva nulla a che fare con il governo". Sul punto insiste anche il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami: "Non credo che cambierà la nostra agenda parlamentare perché, come abbiamo detto fin dall'inizio, le vicende attinenti alla consultazione referendaria erano sganciate" dal governo. Per ora nessun commento ufficiale da parte dei leghisti.

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