Le tempeste minacciano i parchi archeologici subacquei
2026-03-17 - 00:23
AGI - Le tempeste sempre più intense legate al cambiamento climatico possono causare danni irreversibili al patrimonio culturale subacqueo, come rovine archeologiche, reperti e relitti. È quanto emerge da uno studio guidato da Luigi Germinario dell'Università di Padova, realizzato insieme a Stuart J. McLelland e Claudio Mazzoli, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). La ricerca analizza in che modo le tempeste influenzino l'erosione dei materiali archeologici sommersi, dimostrando che anche un singolo evento estremo può compromettere in modo permanente elementi chiave dei manufatti. Secondo gli autori, il rischio di danneggiamento potrebbe raddoppiare in uno scenario futuro ad alte emissioni, con un impatto particolarmente forte nelle regioni tropicali dove le tempeste sono più intense. Il patrimonio culturale subacqueo comprende città sommerse, reperti archeologici e relitti che rappresentano importanti testimonianze della storia umana. Tuttavia questi siti sono esposti a correnti marine e fenomeni estremi che possono accelerare i processi di erosione dei materiali. Per studiare il fenomeno, i ricercatori hanno combinato esperimenti di erosione in laboratorio con modelli climatici che simulano l'evoluzione dell'intensità e della frequenza delle tempeste in un contesto di cambiamento climatico. Metodologia e risultati dello studio Nel dettaglio, il team ha condotto esperimenti in canale idraulico (flume experiments) e utilizzato modellazioni tridimensionali delle superfici per analizzare come diversi fattori - tra cui la velocità delle correnti, le caratteristiche degli oggetti e la presenza di sedimenti sospesi - influenzino l'entità, la velocità e i modelli di erosione delle superfici dei manufatti. I risultati sperimentali sono stati poi integrati con simulazioni climatiche che descrivono l'evoluzione delle tempeste nei diversi scenari di emissione. L'analisi ha mostrato che le correnti generate dalle tempeste possono alterare profondamente l'ambiente subacqueo e accelerare i processi di degradazione dei reperti. Secondo lo studio, anche una singola tempesta può causare un'erosione sufficiente a compromettere caratteristiche fondamentali dei manufatti archeologici sommersi. Gli effetti sono particolarmente rilevanti nelle aree tropicali, dove i fenomeni meteorologici estremi risultano più intensi e frequenti. Gli autori evidenziano inoltre che, in uno scenario climatico futuro caratterizzato da alte emissioni, il rischio complessivo di danno per il patrimonio culturale subacqueo potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali. Tra i siti citati nello studio figurano ambienti archeologici sommersi come il Parco archeologico sommerso di Baia, in Italia, esempio di città romana antica oggi sotto il livello del mare. Secondo i ricercatori, questi risultati indicano la necessità di sviluppare strategie di adattamento e protezione per preservare il patrimonio culturale subacqueo più vulnerabile agli eventi climatici estremi. Lo studio sottolinea quindi l'urgenza di integrare la ricerca climatica con le politiche di tutela del patrimonio culturale, per limitare i danni potenziali a testimonianze archeologiche che rappresentano una risorsa storica e scientifica di grande valore.