La flotta ombra nello Stretto di Hormuz
2026-03-21 - 09:10
AGI - Il blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dalle forze iraniane dopo l'inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio, ha ridotto il traffico marittimo a un flusso marginale composto quasi esclusivamente da mercantili e petroliere battenti bandiera di Teheran. Hormuz: solo 116 passaggi in tre settimane Secondo i dati della società di analisi Kpler, tra il 1 e il 19 marzo si sono registrati appena 116 attraversamenti lungo i 167 chilometri dello stretto, segnando un crollo del 95% rispetto ai volumi standard. Delle poche navi in transito, 71 sono petroliere - per oltre la metà a pieno carico - dirette prevalentemente verso i mercati orientali. Quali navi possono attraversare lo Stretto di Hormuz Richard Meade, caporedattore di Lloyd's List, ha confermato durante una conferenza stampa che il traffico è limitato a bulk carrier, portacontainer e un esiguo numero di metaniere, la cui circolazione è lievemente aumentata nell'ultima settimana. L'analisi dei transiti rivela un'egemonia iraniana supportata da una quota di navi greche (18%) e cinesi (10%). Tuttavia, nonostante Teheran riesca ancora a esportare il proprio greggio, il commercio globale nell'area sia di fatto paralizzato. Dall'inizio delle ostilità, oltre un terzo dei mercantili transitati è risultato soggetto a sanzioni internazionali; una percentuale che sale a oltre il 50% se si isolano petroliere e metaniere. La flotta ombra nello Stretto di Hormuz Al 16 marzo, la quasi totalità delle navi dirette a ovest appartiene alla cosiddetta "flotta ombra", ovvero quell’infrastruttura marittima parallela composta da circa 1.100 petroliere, per lo più obsolete e operanti al di fuori dei circuiti legali, che viaggiano eludendo le sanzioni internazionali. Le tattiche di occultamento Queste imbarcazioni adottano tattiche di occultamento sistematiche: disattivano i transponder AIS per sparire dai radar, falsificano i documenti di carico e cambiano ripetutamente bandiera, sfruttando Paesi i cui regolamenti sono meno stringenti, come Panama o le Isole Cook. Il cuore operativo della flotta si basa sui trasferimenti "ship-to-ship" in mare aperto, dove il greggio sanzionato viene miscelato con carichi leciti per nasconderne la provenienza. Il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz Secondo un rapporto di JPMorgan, il 98% del traffico petrolifero osservabile a Hormuz è di origine iraniana ed è destinato quasi interamente all'Asia, con la Cina come principale acquirente. Pechino starebbe già pianificando operazioni per sbloccare le proprie grandi petroliere rimaste intrappolate nella regione. I Paesi che trattano con i Pasdaran Per superare il blocco, diversi governi, tra cui India, Pakistan, Iraq e Malesia, hanno avviato trattative dirette con i Pasdaran per coordinare i transiti. Secondo la società Clarksons, alcune imbarcazioni starebbero navigando sotto l'esplicito benestare di Teheran, seguendo rotte a ridosso delle coste iraniane. Lloyd's List segnala inoltre l'esistenza di un "corridoio" nei pressi dell'isola di Larak, dove almeno nove navi sono state autorizzate al passaggio dopo essere state sottoposte a ispezione dalle autorità iraniane.