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L'incoerenza morale risiede in un'area del cervello

2026-03-20 - 04:40

AGI - L'incoerenza morale, ovvero il comportamento di chi non agisce secondo i principi che dichiara, è associata a una specifica area del cervello, la corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC), la cui attività risulta ridotta durante le decisioni comportamentali. È quanto emerge da uno studio guidato da Xiaochu Zhang della University of Science and Technology of China e della Guizhou Education University, insieme a Hongwen Song della University of Science and Technology of China, pubblicato sulla rivista Cell Reports. La ricerca mostra che le persone che giudicano immorale un comportamento negli altri ma lo adottano per sé presentano una minore attivazione della vmPFC e una ridotta connessione con altre aree cerebrali coinvolte nei processi decisionali e morali. Lo studio ha utilizzato tecniche di risonanza magnetica funzionale (fMRI) per analizzare l'attività cerebrale durante compiti in cui i partecipanti potevano scegliere tra onestà e guadagno economico. I soggetti erano inoltre chiamati a valutare la moralità delle proprie azioni e di quelle altrui. Il ruolo della vmPFC nell'incoerenza morale Nei partecipanti moralmente coerenti, l'attività della vmPFC risultava simile sia durante le decisioni personali sia durante il giudizio sugli altri. Al contrario, nei soggetti incoerenti, l'attivazione era significativamente più bassa durante le scelte comportamentali. Per verificare il ruolo causale di questa regione cerebrale, i ricercatori hanno stimolato la vmPFC tramite una tecnica non invasiva, la stimolazione temporale interferenziale transcranica (tTIS). I risultati mostrano che la stimolazione aumenta i livelli di incoerenza morale rispetto a una stimolazione simulata. La coerenza morale come processo biologico "La coerenza morale è un processo biologico attivo", ha spiegato Xiaochu Zhang. "Essere una persona morale richiede che il cervello integri i principi morali nel comportamento quotidiano, un processo che può fallire anche quando questi principi sono perfettamente conosciuti". Secondo i ricercatori, le persone moralmente incoerenti non ignorano i propri principi, ma non riescono a integrarli nelle decisioni concrete. "Gli individui con incoerenza morale non sono ciechi rispetto ai loro principi, ma falliscono biologicamente nel considerarli e applicarli", ha aggiunto Zhang. Lo studio suggerisce inoltre che la coerenza morale possa essere considerata una competenza che può essere rafforzata attraverso decisioni consapevoli. "I nostri risultati indicano che la coerenza morale dovrebbe essere trattata come una capacità che può essere allenata", ha affermato Hongwen Song. I risultati aprono nuove prospettive per comprendere i meccanismi neurali alla base del comportamento etico, con possibili implicazioni per l'educazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

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