Italia-Tunisia: gli scambi bilaterali superano il miliardo di euro all'inizio del 2026
2026-03-13 - 17:03
AGI - Nei primi due mesi del 2026, gli scambi commerciali tra Italia e Tunisia hanno superato il miliardo di euro, confermando la solidità dei legami economici tra le due sponde del Mediterraneo. Secondo i dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica tunisino (INS), il commercio bilaterale ha raggiunto i 3,44 miliardi di dinari – circa 1,01 miliardi di euro – tra gennaio e febbraio. Nello specifico, le esportazioni italiane verso la Tunisia si sono attestate a 1,565 miliardi di dinari (circa 460 milioni di euro), con un incremento di circa l'11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le importazioni italiane dalla Tunisia, invece, hanno raggiunto 1,875 miliardi di dinari (quasi 551 milioni di euro), registrando un leggero calo rispetto ai 1,905 miliardi di dinari dell'anno precedente. La bilancia commerciale rimane quindi favorevole a Tunisi, con un surplus di circa 309 milioni di dinari. Il terzo fornitore mondiale dopo Francia e Cina Questi dati confermano il ruolo centrale dell'Italia nell'economia tunisina. Roma è ora il secondo fornitore europeo del Paese e il terzo a livello mondiale, dopo Francia e Cina. Parigi rimane il principale partner commerciale di Tunisi, con un volume di scambi pari a 4,3 miliardi di dinari nello stesso periodo, mentre Pechino mantiene una forte presenza nei flussi di importazione tunisini. La struttura degli scambi commerciali illustra l'elevato livello di integrazione industriale tra le due economie. L'Italia esporta in Tunisia principalmente materie prime energetiche, in particolare prodotti petroliferi raffinati, nonché metalli, tessili, cuoio, materie plastiche, macchinari industriali, trasformatori elettrici e prodotti chimici e farmaceutici. In cambio, la penisola importa principalmente abbigliamento, calzature, componenti automobilistici, prodotti siderurgici, articoli in plastica e petrolio greggio. Una piattaforma industriale integrata nelle catene del valore europee Questa complementarietà riflette il ruolo della Tunisia come piattaforma industriale integrata nelle catene del valore europee. Una parte significativa degli scambi commerciali riguarda la trasformazione industriale: materie prime o componenti prodotti in Italia vengono inviati alle zone industriali tunisine per l'assemblaggio o l'ulteriore lavorazione, prima di essere reimmessi sui mercati europei come prodotti finiti. Oltre alle relazioni bilaterali, i dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica (INS) dimostrano una tendenza più ampia nel commercio estero tunisino. Tra gennaio e febbraio 2026, le esportazioni totali del Paese hanno raggiunto i 10,8 miliardi di dinari, con un incremento del 6,2% su base annua, mentre le importazioni sono diminuite leggermente, attestandosi a 13,59 miliardi di dinari. Questa dinamica ha contribuito a ridurre il deficit commerciale, che ora si attesta a 2,78 miliardi di dinari, rispetto ai 3,51 miliardi dell'anno precedente. Diversi settori stanno trainando questa crescita delle esportazioni tunisine. L'industria meccanica ed elettrica ha registrato un aumento di quasi il 15%, mentre anche il settore agroalimentare è cresciuto, trainato in particolare dalle vendite di olio d'oliva. Al contrario, le esportazioni legate al settore minerario, ai fosfati e all'energia hanno registrato un calo. L'Unione Europea rimane di gran lunga il principale mercato per i prodotti tunisini, assorbendo oltre il 70% delle esportazioni del Paese. In questo contesto, le relazioni economiche con l'Italia continuano a svolgere un ruolo strategico. Esse si inseriscono in una fitta rete di cooperazione industriale, investimenti e partenariati produttivi che fanno dell'asse Roma-Tunisi uno dei pilastri economici del Mediterraneo centrale.