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Italia-Marocco: stabilità politica e partenariato strategico al centro del vicinato euro-africano

2026-03-02 - 13:23

AGI - In un contesto regionale caratterizzato da persistenti tensioni e riallineamenti geopolitici, il rapporto tra Roma e Rabat sta assumendo una dimensione sia politica che strategica. Per l'Ambasciatore d'Italia in Marocco, Pasquale Salzano, l'adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite costituisce ora un "nuovo quadro politico" per la questione del Sahara Occidentale, al quale l'Unione Europea si è esplicitamente allineata. Questo chiarimento arriva dopo la riunione del Consiglio di Associazione UE-Marocco, che ha permesso ai 27 Stati membri di consolidare una posizione comune nell'ambito delle Nazioni Unite. La Risoluzione 2797 conferma che il piano di autonomia proposto da Rabat nel 2007 rimane la base dei negoziati, in vista di una soluzione "giusta, duratura e reciprocamente accettabile", in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il principio di autodeterminazione. Per Roma, la posta in gioco va oltre le semplici controversie territoriali. L'obiettivo è integrare il partenariato con il Marocco in un quadro di stabilità regionale, in un momento in cui il Mediterraneo occidentale e il Sahel si trovano ad affrontare crescenti vulnerabilità in termini di sicurezza. L'Italia, sottolinea il diplomatico, intende agire a Bruxelles in modo "coerente e responsabile", rafforzando un dialogo basato sul diritto internazionale e il perseguimento di un equilibrio duraturo nel vicinato meridionale dell'Europa. Questa convergenza politica è accompagnata da una relazione economica in rapida espansione. Nel 2025, il commercio bilaterale ha raggiunto quasi i cinque miliardi di euro, un record storico. L'Italia è ora il settimo partner commerciale del Marocco a livello mondiale e il suo secondo fornitore di macchinari e attrezzature industriali, un settore chiave per la modernizzazione produttiva del Regno. Oltre ai volumi, è la natura degli scambi commerciali ad attirare l'attenzione. Gli investimenti diretti italiani in Marocco, stimati in quasi 1,8 miliardi di euro, sono concentrati in settori ad alto valore aggiunto: tecnologie industriali, ingegneria, meccatronica, transizione energetica e trasformazione agroalimentare. Questa presenza industriale è a lungo termine, con una crescente integrazione delle catene del valore, in particolare attorno agli hub automobilistici di Tangeri e Kenitra. Il Marocco, da parte sua, sta consolidando il suo ruolo di piattaforma logistica e industriale tra il Mediterraneo, l'Atlantico e l'Africa subsahariana. Lo sviluppo di infrastrutture chiave, come il complesso portuale di Nador West Med e l'ecosistema Tangeri Med, rafforza questo ruolo. In questo contesto, le aziende italiane trovano evidenti sinergie, che si tratti di ingegneria ferroviaria, soluzioni di mobilità intelligente o tecnologie energetiche sostenibili. La prospettiva della Coppa del Mondo 2030, co-ospitata dal Marocco, apre anche opportunità nelle infrastrutture sportive, nella gestione di grandi eventi e nei sistemi di trasporto. Ma la sfida, sia per Roma che per Rabat, non si limita agli appalti: risiede nella capacità di trasformare queste convergenze in partnership tecnologiche e umane durature. Il bicentenario del Trattato di Amicizia e Commercio del 1825 ha ricordato che il rapporto italo-marocchino affonda le sue radici in una storia lunga due secoli. Oggi, si sta ridefinendo in un più ampio quadro euro-africano, in cui il Marocco emerge come un perno naturale tra l'Europa e il continente africano. Per l'Italia, che sta affermando la sua strategia africana attraverso il Piano Mattei, il partenariato con Rabat rappresenta sia un'ancora mediterranea che una leva di accesso all'Africa. In una regione soggetta a incertezza, questa relazione bilaterale esemplifica una diplomazia di continuità: dialogo politico, integrazione industriale e una visione condivisa per l'Africa. Si tratta di un delicato equilibrio tra interessi nazionali e stabilità regionale, che Roma e Rabat sembrano determinate a consolidare.

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