Iabw 2026, l'obiettivo è avvicinare le imprese italiane e africane
2026-03-05 - 15:13
AGI - È stata inaugurata ufficialmente ieri presso la Farnesina l'edizione 2026 dell'Italia Africa Business Week (Iabw), per promuovere una spinta all'internazionalizzazione e alla cooperazione, riunendo diversi attori italiani e africani per creare reti e interconnettere ulteriormente Italia e Africa. Questo forum economico e commerciale mira a facilitare la comprensione e le relazioni tra i settori economico, commerciale e finanziario africano e italiano. "L'Africa sta attraversando un periodo molto interessante: non è più solo un continente associato a siccità, morte e guerra, ma un continente emergente. In questo contesto, il ruolo della diaspora è cruciale, poiché rappresenta un cambio di paradigma che trasforma l'emigrazione in un'opportunità e una leva per lo sviluppo del continente", ha affermato Jean Leonard Touadi, giornalista, professore universitario e consulente senior dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). In questo processo, il ruolo delle rimesse della diaspora africana è fondamentale. Negli ultimi anni, queste rimesse sono aumentate drasticamente: oltre 100 miliardi di dollari nel 2024, superando il livello degli aiuti pubblici allo sviluppo e, in alcuni casi, persino degli investimenti esteri. Le rimesse, ha sottolineato Touadi, non sono più semplicemente una questione di sopravvivenza per le famiglie, ma rappresentano una leva economica in grado di sostenere le attività di cooperazione e trasformare i migranti in agenti di sviluppo. Secondo Lorenzo Bini Smaghi, esperto di finanza per lo sviluppo ed ex membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea dal 2005 al 2011, "oggi parlare di Africa in modo uniforme è riduttivo: esistono diverse 'Afriche'. In tal senso, l'idea è quella di sostenere il processo di integrazione per migliorare le relazioni bilaterali con il continente. Non possiamo avere questo meraviglioso sistema di partenariati senza che il sistema tenga effettivamente il passo: questo è uno dei punti che deve essere sviluppato", ha aggiunto. Come ha sottolineato Cleophas Adrien Dioma, presidente dell'associazione Le Reseau e presidente esecutivo dell'Iabw, "c'è molto che possiamo fare insieme e, se l'Italia fa il suo lavoro, può diventare un punto d'incontro con l'Africa. Abbiamo incontrato molti imprenditori e, nei prossimi anni, speriamo di incontrarne ancora di più. Il Piano Mattei si rivolge principalmente alle imprese: coinvolgendole, possiamo contribuire al successo del Piano", ha affermato. Il modello italiano di cooperazione in Africa si sta evolvendo, coniugando gli aiuti tradizionali con il coinvolgimento diretto del settore privato per generare profitti che si traducano in uno sviluppo sociale e ambientale sostenibile. Questa è la prospettiva emersa dalla seconda giornata dell'Italia Africa Business Week, in programma fino a domani presso il centro congressi Villa Aurelia di Roma, dove rappresentanti istituzionali, imprese e organizzazioni internazionali hanno avviato un dibattito sui meccanismi per orientare i capitali verso l'economia reale del continente. Definire le priorità strategiche e costruire un ecosistema che unisca sistematicamente diaspore, istituzioni e settore privato sono gli obiettivi del nuovo comitato scientifico istituito ieri dall'Italia Africa Business Week. L'Iabw è nata a seguito della prima Conferenza Ministeriale Italia-Africa, tenutasi il 18 maggio 2016, con l'obiettivo di sottolineare la necessità di creare un legame stabile tra le due sponde del Mediterraneo, tra due mondi allo stesso tempo vicini e lontani. Nel corso degli anni, l'Iabw ha facilitato con successo la condivisione di conoscenze tra i settori economico, commerciale e finanziario africano e italiano, creando sinergie e sviluppando partnership in diversi settori: tessile e moda, commercio, agroalimentare e infrastrutture. L'Iabw coinvolge il maggior numero possibile di imprenditori, banche, investitori, stakeholder e mercati finanziari, nonché rappresentanti di istituzioni finanziarie internazionali, ministeri ed esperti africani e italiani.