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I comitati contro il termovalorizzatore di Roma al Parlamento Ue: "Procedura irregolare"

2026-03-17 - 15:50

AGI - Un documento trasmesso alla Commissione Petizioni del Parlamento europeo e visionato in anteprima dall'AGI riaccende lo scontro sul progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba. L'Unione dei Comitati contro l'Inceneritore contesta in modo frontale la gestione dell'intera procedura autorizzativa, denunciando "gravi carenze istruttorie", "violazioni del diritto europeo" e un "conflitto di interessi senza precedenti" da parte delle autorità italiane coinvolte. La lettera è firmata da Alessandro Lepidini dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore ed ex assessore all'Ambiente del IX municipio dimessosi proprio in contrasto con la realizzazione dell'impianto a Santa Palomba. La missiva è datata 17 marzo 2026, è indirizzata al presidente della Commissione Petizioni, Rzoca, al quale l'unione dei comitati chiede una nuova audizione e l'avvio di verifiche formali da parte della Commissione europea. Nel documento, i comitati sostengono che la Valutazione di Impatto Ambientale del progetto presenti "palesi carenze" rispetto ai requisiti dell'Allegato IV della direttiva 2014/52/UE. In particolare, si contesta: l'assenza di un'analisi delle alternative, comprese l'opzione zero e localizzazioni diverse; la mancata valutazione degli impatti cumulativi, soprattutto in relazione alla vicinanza con la ex discarica di Roncigliano e con quattro stabilimenti classificati a rischio di incidente rilevante secondo la direttiva Seveso; la totale assenza di una valutazione climatica, nonostante le emissioni stimate di CO "non inferiori a 400mila tonnellate l'anno". Secondo i comitati, le controdeduzioni del proponente sarebbero "del tutto inadeguate" e prive di argomentazioni sostanziali. Uno dei passaggi più duri riguarda l'articolo 9 bis della direttiva VIA, che impone agli Stati membri di evitare conflitti di interesse nelle autorità competenti. Il documento inviato a Bruxelles pone l'accento sulla posizione del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri rispetto al progetto, annunciando un dossier specifico sul tema nelle prossime settimane. Secondo i cittadini il Commissario straordinario Gualtieri sarebbe contemporaneamente committente, autorità competente e azionista di maggioranza della società capofila del raggruppamento proponente; il Sindaco di Roma, nella sua veste di Sindaco della Città Metropolitana, avrebbe ulteriori competenze dirette sul procedimento; l'intera filiera decisionale sarebbe quindi "compromessa nella sua neutralità". Un altro punto critico riguarda la procedura PAUR, che ha unificato VIA e AIA. Secondo i comitati, l'ordinanza del Commissario avrebbe dimezzato i tempi previsti, lasciando per l'AIA "soli 15 giorni", un termine che - si legge - sarebbe incompatibile con la nozione di "scadenze adeguate" prevista dalla direttiva sulle emissioni industriali. L'appalto da 11 milioni di euro Il documento cita anche un appalto da 11 milioni di euro, aggiudicato - secondo i comitati - senza previa pubblicazione del bando e con un ribasso "anomalo" del 71%. La procedura sarebbe stata giustificata con la clausola di "estrema urgenza", ma i firmatari sostengono che "non ricorresse alcuno dei requisiti previsti dal diritto europeo". L'ANAC, interpellata formalmente, non avrebbe fornito risposta. Nelle conclusioni, i comitati invocano il principio di precauzione e chiedono: una nuova audizione presso la Commissione Petizioni e l'apertura di verifiche formali da parte delle direzioni competenti della Commissione europea su tutte le direttive citate.

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