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Giorgia Meloni in Algeria, una missione strategica per la cooperazione energetica

2026-03-24 - 18:00

AGI - Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, è attesa ad Algeri domani, il giorno dopo l'Eid al-Fitr, la festività che segna la fine del Ramadan. Questa visita, annunciata il 3 febbraio a seguito di una conversazione telefonica con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, si inserisce in un contesto geopolitico profondamente trasformato dall'escalation militare in Medio Oriente. Inizialmente prevista come parte di un accordo bilaterale di routine, la missione assume ora una maggiore importanza strategica, poiché la crisi regionale successiva agli attacchi israelo-americani contro l'Iran del 28 febbraio ha riacceso le tensioni nei mercati energetici globali e ha messo in luce la vulnerabilità degli approvvigionamenti europei. Rafforzamento della cooperazione energetica Al centro dei colloqui vi è il rafforzamento della cooperazione energetica tra Roma e Algeri, partner chiave nella regione del Mediterraneo. In un contesto caratterizzato da incertezza riguardo alle rotte energetiche – in particolare nel Golfo – l'Algeria si configura come un fornitore di primaria importanza per l'Italia, grazie sia alla sua vicinanza geografica sia alla relativa stabilità dei suoi flussi energetici. Importazioni di gas algerino Secondo i dati del settore, nel 2025 l'Italia ha importato circa 20,1 miliardi di metri cubi di gas algerino attraverso il gasdotto TransMed, pari a quasi il 31% delle sue importazioni totali. Questi volumi, regolati da contratti a lungo termine, garantiscono un certo grado di continuità ma offrono poco margine di crescita nel breve periodo. L'importanza crescente del GNL algerino In questo contesto, il gas naturale liquefatto (GNL) algerino sta acquisendo sempre maggiore importanza. Più flessibile e indicizzato ai mercati spot, offre un mezzo per adattarsi agli shock dell'offerta. Nel 2025, 47 carichi di GNL dall'Algeria sono stati consegnati all'Italia, su un totale di 221, rispetto ai 31 su 150 del 2024, un aumento significativo che illustra la continua ristrutturazione del mix di approvvigionamento. Negoziati commerciali e prezzo del gas Nel frattempo, Algeri sembra adottare una posizione più decisa nei negoziati commerciali. Secondo fonti specializzate, le autorità algerine stanno valutando la possibilità di subordinare qualsiasi aumento dei volumi di esportazione a una revisione dei prezzi in linea con i livelli del mercato internazionale. Si parla di aumenti compresi tra il 15% e il 20% per i volumi aggiuntivi, in un contesto in cui i prezzi del gas in Europa hanno recentemente superato i 70 dollari per megawattora. Dinamica economica e scambi commerciali Al di là del settore energetico, la relazione bilaterale si inserisce in una più ampia dinamica economica. Nel 2025, gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto i 12,98 miliardi di euro. Le esportazioni italiane verso l'Algeria sono ammontate a 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 13,8%, mentre le importazioni – prevalentemente di idrocarburi – hanno raggiunto i 9,78 miliardi di euro, con il gas che da solo rappresenta circa l'83% del totale. Cooperazione industriale: settore automobilistico e agroalimentare La cooperazione si estende anche ad altri settori industriali. Nell'industria automobilistica, il gruppo Stellantis ha uno stabilimento produttivo a Orano legato al marchio Fiat. Nel settore agroalimentare, il gruppo BF Spa sta sviluppando progetti di coltivazione di grano duro e di produzione di pasta, contribuendo allo sviluppo agricolo delle regioni aride. Il Piano Mattei e la strategia italiana in Africa In questo contesto, la visita di Giorgia Meloni si configura come un passo fondamentale per consolidare una partnership destinata a svolgere un ruolo centrale nella strategia italiana in Africa, in particolare attraverso il Piano Mattei, che individua l'Algeria come una delle sue aree prioritarie.

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