Escalation in Medio Oriente, oltre 70mila italiani nella regione
2026-03-03 - 16:53
(AGI) - L'escalation delle tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele pone l'Italia di fronte a un delicato dilemma: proteggere una comunità di oltre 70.000 italiani stabiliti e di pasaggio in Medio Oriente, evitando al contempo un coinvolgimento diretto nell'escalation militare. Rivolgendosi ieri al Parlamento e alla stampa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha illustrato nel dettaglio le misure di emergenza attuate dalla Farnesina, avvertendo che la crisi "potrebbe non trovare una soluzione rapida" e "potrebbe durare giorni, forse settimane". Secondo i dati diffusi da Roma, circa 70.000 italiani si trovano attualmente nella regione, quasi l'80% dei quali residenti permanenti. Gli Emirati Arabi Uniti ospitano la comunità più numerosa, con quasi 30.000 persone tra Dubai e Abu Dhabi, composta da lavoratori, imprenditori, studenti, militari e turisti. Il Paese funge da hub logistico e finanziario per l'intera regione del Golfo, il che spiega questa presenza significativa. Di fronte alla chiusura parziale dello spazio aereo e alle restrizioni imposte alle compagnie aeree europee in aree considerate ad alto rischio, il governo italiano ha attivato voli speciali e organizzato corridoi terrestri verso aeroporti ritenuti più sicuri. Sono stati istituiti collegamenti eccezionali da Muscat, in Oman, a Roma. Altri voli sono partiti da Abu Dhabi per Milano e per la capitale italiana per rimpatriare i passeggeri bloccati. Tra le operazioni più delicate c'è stata l'evacuazione di circa 200 studenti italiani che partecipavano a un programma accademico a Dubai. Trasferiti via terra ad Abu Dhabi, hanno potuto rientrare in Italia con voli speciali. "Stiamo lavorando instancabilmente per assistere i nostri connazionali bloccati in Medio Oriente", ha assicurato Tajani. Il principale vincolo rimane il divieto imposto alle compagnie aeree europee di operare in alcune zone di guerra, che costringe Roma ad affidarsi ai vettori del Golfo e ad adattare le rotte in base all'evoluzione della situazione della sicurezza. Accordi simili sono allo studio per facilitare i viaggi da Kuwait, Bahrein o Qatar verso l'Arabia Saudita, prima di un possibile rientro in Europa. In un contesto di prolungata incertezza, Roma esorta i propri cittadini a registrarsi sulle piattaforme ufficiali e sottolinea la necessità di "chiarezza di pensiero e responsabilità". Nel frattempo, la Farnesina ha inviato una squadra di rinforzo a Muscat, composta da diplomatici, Carabinieri, membri della Guardia di Finanza e un esperto di protezione civile. L'obiettivo è rafforzare la capacità delle missioni diplomatiche di gestire i flussi di rimpatrio e coordinare l'assistenza consolare, in stretta collaborazione con l'ufficio del Primo Ministro. Sul fronte politico, Roma si allinea alla posizione dell'Unione Europea ed esclude qualsiasi partecipazione delle basi statunitensi situate in Italia a potenziali operazioni contro l'Iran. Il ministro ha sottolineato che l'attacco iniziale "non era prevedibile", osservando che i contatti diplomatici erano ancora in corso poco prima dell'escalation. Oltre all'emergenza consolare, il governo sta valutando anche le ripercussioni economiche. Le autorità hanno avviato consultazioni con gli enti pubblici a sostegno dell'internazionalizzazione per valutare misure che possano assistere le imprese italiane che operano nel Golfo, un mercato in rapida espansione, in particolare nei settori dell'energia e delle infrastrutture. La diplomazia italiana, che si trova ad affrontare una delle più gravi crisi regionali degli ultimi anni, sta quindi cercando di bilanciare la prudenza strategica con la tutela dei propri interessi umani ed economici.