Dal Golfo al Libano, il conflitto si infiamma
2026-03-03 - 14:43
AGI - Oltre 72 ore dopo l'avvio dell'operazione militare congiunta Usa-Israele contro l'Iran, il conflitto si è allargato e non se ne vede la fine, né da un punto di vista temporale, né tantomeno da un punto di vista prettamente geografico. I fronti che nel frattempo si sono aggiunti, e quelli che potenzialmente potrebbero ancora aprirsi, sono diversi. LIBANO: Domenica notte Hezbollah è sceso in campo per vendicare l'uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Il movimento sciita filo-Teheran ha lanciato missili e droni contro il nord dello Stato ebraico e l'Idf ha risposto dando il via a un'intensa campagna di bombardamenti contro obiettivi nel sud e nell'est del Paese dei Cedri, così come nell'area meridionale della capitale libanese, roccaforte di Hezbollah. Il governo libanese, che vorrebbe evitare di essere trascinato in una nuova guerra dopo il conflitto devastante del 2024, ieri ha annunciato la decisione di "mettere al bando immediato qualsiasi azione militare di Hezbollah, considerandole illegali" e ha chiesto la "consegna delle armi". Lo scambio di fuoco non si è fermato e stamane l'esercito israeliano è entrato in Libano, con l'intenzione di creare una zona cuscinetto. CIPRO: Ieri, per due volte, la base militare britannica di Akrotiri a Cipro è stata attaccata da droni lanciati dalle milizie filo-iraniane che operano in Libano. Non ci sono state vittime. La base è stata evacuata per precauzione, così come è stato evacuato l'aeroporto civile di Pafos e sono stati cancellati decine di voli. Londra, che ha concesso l'uso delle proprie basi ma solo per operazioni difensive scatenando la reazione offesa del presidente Usa Donald Trump, sta valutando se inviare il cacciatorpediniere Hms Duncan a difesa della base. Da Bruxelles, l'Ue ha fatto notare che l'attacco ha preso di mira la base britannica di Akrotiri, e che non era Cipro l'obiettivo. Nessuna discussione quindi sull'attivazione della clausola di difesa reciproca, ha sottolineato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho. SIRIA: Fonti del Comando Nord israeliano, riportate dal sito di notizie Walla, hanno rivelato che Damasco sta spostando armi e truppe nella zona collinare delle alture del Golan siriano. La mossa è stata giudicata da Israele come in totale contraddizione con le intese raggiunte in merito al dispiegamento di forze nella zona di confine e una palese violazione degli accordi di sicurezza per la stabilita' dell'area. Da qui, il messaggio che lo Stato ebraico ha trasmesso al presidente siriano Ahmad al-Sharaa in cui ha avvertito che non permetterà a Damasco di sfruttare l'operazione contro Iran e Hezbollah per colpire i drusi nella Siria meridionale. GOLFO: L'Iran ha reagito all'attacco congiunto di Israele e Stati Uniti, lanciando centinaia di missili e droni contro i Paesi del Golfo che ospitano truppe americane. Colpiti Emirati arabi uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita. Nel mirino sono finiti basi, porti, aeroporti ma anche infrastrutture petrolifere. Tra gli altri obiettivi, l'ambasciata Usa a Riad, dove stamane è scoppiata un incendio a causa dell'impatto di due droni. Il Regno wahabita ha condannato l'attacco e ha ribadito il suo "diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il suo territorio, i suoi cittadini e i suoi residenti, anche rispondendo a questa aggressione". Secondo un alto funzionario israeliano citato dalla tv Kan, lo Stato ebraico ritiene che l'Arabia Saudita entrerà presto nel conflitto contro l'Iran. HOUTHI: I ribelli yemeniti filo-iraniani hanno fin da subito condannato gli attacchi "criminali" di Usa e Israele contro la Repubblica islamica e l'uccisione di Khamenei, esprimendo "piena solidarietà con i leader, il governo e il popolo dell'Iran". Tuttavia, finora non si sono uniti al conflitto e non hanno lanciato attacchi come ritorsione.