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Cinque morti sospette in ambulanza, indagato operatore della Croce Rossa

2026-03-03 - 11:23

AGI- È stata disposta l’autopsia sull’ultima paziente deceduta nel Forlivese dopo un trasporto in ambulanza. A bordo del mezzo di soccorso era presente un operatore sanitario di 27 anni, oggi indagato per omicidio volontario. La Croce Rossa Italiana ha fatto sapere di essersi “messa subito a disposizione delle forze dell’ordine e delle autorità competenti per collaborare alle indagini” e di aver sospeso in via cautelativa il 27enne non appena appresa la notizia. L’associazione precisa inoltre che l’operatore, già nei giorni successivi all’avvio delle verifiche, non era più in servizio. L’indagine della Procura di Forlì per omicidio volontario L’uomo è indagato a piede libero dalla Procura della Repubblica di Forlì con l’accusa di omicidio volontario per la morte di cinque pazienti deceduti durante trasporti sanitari di routine in ambulanza. I fatti riguardano episodi avvenuti tra febbraio e novembre 2025, durante o subito dopo il trasferimento da strutture di cura agli ospedali del territorio forlivese. Ipotesi embolia e indagini dei Nas L’inchiesta, coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas), è coperta dal massimo riserbo. Secondo quanto trapela da ambienti investigativi, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di una possibile embolia come causa dei decessi. Sui mezzi di soccorso sarebbero state installate telecamere che potrebbero aver ripreso la dinamica degli episodi. Le indagini sarebbero partite anche in seguito a segnalazioni presentate agli inquirenti, a quanto pare da colleghi dello stesso indagato. La difesa del 27enne e l’assistenza ai familiari Il 27enne, residente in provincia di Forlì, prestava servizio presso il comitato locale della Croce Rossa di Bertinoro e Forlimpopoli e respinge ogni accusa. I familiari delle vittime sono assistiti dagli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli. La Croce Rossa ribadisce che l’operatore “fin dai primi giorni successivi all’inizio delle verifiche non era in servizio” e auspica che le indagini possano “fare piena chiarezza su quanto accaduto”, ricordando l’impegno quotidiano di oltre 150mila volontarie e volontari attivi su tutto il territorio nazionale.

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