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Chi fuma prima dei 20 anni ha l'80% in più di avere un ictus

2026-01-28 - 02:00

AGI - L'età in cui si inizia a fumare è più importante della quantità totale di sigarette fumate in termini di impatto sulla salute. Fumare infatti prima dei 20 anni raddoppia il rischio infarto e aumenta dell'80% il rischio ictus fino a decenni dopo, indipendentemente da quante sigarette si siano fumate nel corso della vita. È quanto emerge da un imponente studio condotto dalla Seoul National University Hospital in Corea su oltre 9,2 milioni di persone e pubblicato sulla rivista Nature. La ricerca evidenzia che il fumo precoce lascia un'"impronta cardiovascolare" indelebile. Secondo i dati, chi inizia a fumare prima dei 20 anni presenta un rischio di infarto del miocardio superiore di 2,43 volte rispetto ai non fumatori e un rischio di ictus aumentato di 1,78 volte. L'elemento più allarmante è che questo incremento di pericolosità rimane significativo anche dopo aver corretto i dati per il numero complessivo di sigarette fumate (i cosiddetti "pacchetti-anno"): a parità di tabacco consumato, chi ha iniziato prima sta peggio. L'età della prima sigaretta è cruciale "L'età in cui si accende la prima sigaretta conta quanto, se non di più, della quantità totale di fumo accumulata", spiegano i ricercatori. Lo studio ha seguito i partecipanti per circa nove anni, rilevando che l'inizio precoce amplifica i danni vascolari, accelerando l'invecchiamento biologico delle arterie. I permanenti I risultati sottolineano l'urgenza di politiche di prevenzione mirate ai giovanissimi. "Non si tratta solo di convincere gli adulti a smettere - commentano gli esperti -, ma di impedire tassativamente che i ragazzi inizino prima dei 20 anni, poiché il danno subito in quella finestra temporale sembra essere permanente e difficile da mitigare anche con la successiva cessazione del vizio".

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